Ciò che è meglio per ognuno di noi
Ogni attività fisica che impegni il corpo in maniera considerevolmente intensa insiste non soltanto a livello sistemico ma specificatamente su determinati punti della nostra struttura fisica.
Tale relazione di causa ed effetto nello squat porta a considerare i carichi di lavoro che condizionano le articolazioni degli arti inferiori.
In special modo consideriamo la struttura delle nostre ginocchia. Lì agiscono le leve che ci permettono di eseguire l’esercizio. Ora la letteratura in merito è quanto di più vario si possa avere spaziando da coloro che ritengono lo squat un vero assassino e coloro che ritengono i tendini addirittura rafforzati da questo esercizio.
Chi è fautore di una accosciata completa, oltre la posizione di seduta, e chi invece torna su a metà del buco nero.
È da accettare l’idea che un’accosciata profonda stimoli nella maniera corretta lo sviluppo muscolare ma parimenti siamo fatti di tendini, menischi e cartilagini.
Personalmente non posso più scendere nella posizione di massimo raccoglimento e non per cedimento muscolare ma per la sensazione dolorosa di stiramento delle strutture che sovrintendono al ginocchio destro. Anche con il bilanciere pressoché scarico.
Ciò per ribadire che sebbene sia corretto dare massima importanza alla completezza del movimento di accosciata considerate ciò che è meglio per voi. Ognuno ha una determinata struttura fisica che può essere modellata a livello muscolare ma che tiene pressoché stabili ossa tendini e cartilagini.
Se l’esercizio vi viene meglio con un range di movimento parziale (ovviamente non per l’eccessivo carico) fatelo così.